Risarcimento ottenuto per danno della perdita parentale

La signora “Valeria Rossi”ci ha contattato al fine di proporci un caso di malasanità che ha vissuto la sua famiglia. Nel corso di una sera d’estate, il sig. “Mario Rossi”, padre di Valeria, di anni 60, iniziava a lamentare un forte dolore alla gamba destra ed al basso ventre. Allarmati dalle condizioni del proprio caro, […]

La signora “Valeria Rossi”ci ha contattato al fine di proporci un caso di malasanità che ha vissuto la sua famiglia.

Nel corso di una sera d’estate, il sig. “Mario Rossi”, padre di Valeria, di anni 60, iniziava a lamentare un forte dolore alla gamba destra ed al basso ventre.

Allarmati dalle condizioni del proprio caro, la moglie e le figlie, chiamavano immediatamente il 118, ed il sig. Mario, veniva trasportato d’urgenza presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di XXX.

Giunto all’Ospedale, il sig. Mario, veniva sottoposto ad un primo controllo, all’esito del quale, veniva tranquillizzato, poiché,secondo i sanitari, si sarebbe trattato di un semplice problema muscolare, verosimilmente dovuto a qualche movimento sbagliato.

Dopo questa prima diagnosi, il sig. Mario, veniva invitato ad accomodarsi nella sala d’aspetto, così che i sanitari potessero valutare se eseguire ulteriori accertamenti.

Da quel momento, per ben 6 ore, nessuno si interessava più delle condizioni del sig. Mario, che lamentava dolori sempre più forti alla gamba, oltre che un malessere generale, sino a quando, il nuovo medico di turno, dopo le insistenti richieste dei famigliari, decideva di sottoporlo ad una nuova visita.

All’esito della seconda visita, i sanitari iniziavano a sospettare che potesse trattarsi di qualcosa di più grave di un semplice problema muscolare, e dunque, si decideva di sottoporre il sig. Mario ad un’ecografia.

Trascorse altre 3 ore (9 in tutto dal momento dell’ingresso all’Ospedale) finalmente il sig. Mario, veniva sottoposto all’ecografia, che evidenziava la rottura di un aneurisma sito nell’aorta femorale.

Solo a questo punto il Sig. Mario è stato preparato per un intervento d’urgenza, iniziato 12 ore dopo l’arrivo in pronto soccorso. Intervento durante in quale, purtroppo, il Sig. Mario è deceduto.

Una volta ricevuto l’incarico, il nostro staff ha provveduto ad inviare la cartella clinica ad uno dei nostri Medici legali di Fiducia, che dopo aver esaminato il caso, ha riscontrato una responsabilità dei sanitari in termini di omessa/ritardata diagnosi.

A questo punto il medico legale ha redatto una perizia di parte che è stata consegnata al nostro studio legale fiduciario. Gli avvocati, dopo aver studiato il caso, hanno provveduto ad avviare la fase di richiesta di risarcimento in quanto, se i sanitari avessero subito sottoposto il Sig. Mario ad un’ecografia vi sarebbero state maggiori possibilità di sopravvivere, nonostante la gravità della situazione.

Nello specifico la richiesta di risarcimento è stata avviata sia per quanto riguarda il danno della perdita parentale di moglie e figli, sia per il danno subito direttamente dal Sig. XXX (in quanto suoi eredi).

L’ospedale non si mostrato pronto a trattare direttamente (come spesso accade), e quindi Lo studio legale ha optato per il deposito di un ricorso per ATP in tribunale.

I Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) nominati dal giudice hanno sposato la tesi portata avanti dal nostro Medico e Studio Legale fiduciario: se i sanitari avessero diagnosticato per tempo, e non dopo 12 ore, la rottura dell’aneurisma, il sig. xxx, avrebbe avuto ottime possibilità di salvarsi.

Dopo il deposito della perizia dei CTU, è iniziata quindi la trattativa con la struttura ospedaliera, terminata con un risarcimento ritenuto congruo dai familiari del Sig. Mario.

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